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Chi ha inventato le patatine fritte?

Chi ha inventato le patatine fritte?

Ogni Paese ha un suo modo per chiamarle ma anche un modo speciale per accompagnarle,  sono le croccantissime patatine fritte. Gli americani le chiamano French Fries o Fries servendole generalmente con gustose salse, gli inglesi accompagnano le loro Chips con un delizioso Fish, mentre i francesi e i belgi le chiamano Pommes de terre Frites oppure semplicemente Frites, contendendosi ancora oggi la paternità di questa succulenta prelibatezza.

Leggenda narra, infatti, che le mogli dei pescatori belgi attorno al 1680 per sopperire alla mancanza del pescato, che colpiva la Valle della Mosa nei mesi più freddi, idearono delle striscioline di patate, poi fritte, che ricordassero, per forma, dei pesciolini. D’altra parte i francesi sostengono che sia stato un loro concittadino ad ideare le squisite patatine fritte, sostenendo che il medico Antoine-Augustine Parmentier costretto a nutrirsi principalmente di tuberi durante la guerra dei sette anni in Prussia, per dare un nuovo sapore ed un nuovo aspetto ad un cibo per lui quotidiano, trasformò le semplici patate in bastoncini immersi nella frittura rivoluzionandone il gusto. Al suo ritorno in Francia, certo del successo che avrebbe ottenuto per l’alimento da lui ideato, iniziò un percorso di promozione che gli permise nel 1789 di aprire il primo chiosco di patatine fritte. La paternità francese è inoltre avvalorata da un documento risalente ad un periodo che va dal 1801 al 1809, in cui il presidente americano Thomas Jefferson in un suo manoscritto citava di aver particolarmente gradito le “pommes de terre frites à cru, en petites tranches” (patate fritte a crudo, a fettine sottili) cucinate dal suo personale chef francese, Honoré Julien.

Altra interessante teoria coinvolge invece la Spagna, dove da resoconti storici risulterebbe che la patata fritta è stata integrata nell’alimentazione spagnola a partire dal 1573, attribuendo l’invenzione di questa straordinaria pietanza a Santa Teresa, che per prima le cucinò e ai coloni spagnoli, che come risaputo furono i primi europei a scoprire le patate. Ad oggi, nonostante la storia mondiale renda plausibile questa credenza, non sono stati ritrovati abbastanza documenti che attribuiscano agli spagnoli l’invenzione delle patatine fritte.

La teoria più accreditata è comunque quella legata alla leggenda belga, per quanto riguarda i francesi è invece plausibile che abbiano talmente apprezzato il sapore delle patatine fritte, che negli anni successivi ne abbiano sviluppato l’idea riuscendo a diffonderla anche in America, dove infatti le patatine fritte sono chiamate French fries, va quindi certamente riconosciuto agli americani il merito di averle poi perfezionate ed esportate in tutto il mondo.

La nascita delle sottili patatine in busta è invece da ricondurre al 1920 quando, sempre secondo leggenda, il cuoco americano George Crum servì ad un cliente del suo locale delle classiche patate fritte che, per cottura e frittura, non soddisfarono il cliente, quindi indispettito dal malcontento dell’avventore gli ripropose il contorno tagliando la patate talmente sottili da crearne una sfoglia croccante e le cosse a tal punto che divenne impossibile mangiarle con la forchetta. Il cliente non disprezzò assolutamente la versione più sottile e croccante delle patatine fritte proposte dal cuoco americano, anzi le apprezzò a tal punto che il contorno divenne celebre e qualche anno più tardi George Crum riuscì ad avviare un’attività ristorativa in proprio, proponendo le sfoglie croccanti di patate come portata precedente al pasto.  

Da nazione a nazione, le amatissime patatine vengono cucinate, fritte e condite in modi differenti sono infatti note le Patatje Oorlog di origine olandese, servite con salsa di arachidi, maionese e cipolle crude, più curiose sono le Poutine canadesi condite con formaggio e salsa Gravy, in Belgio stanno spopolando le Moules-frites condite con cozze, mentre in Giappone le patatine fritte, chiamate Furaido Potato, sono servite con Furikake, un mix di pesci essiccati, semi di sesamo, alghe e sale, In Perù sono famose le Salchipapas accompagnate con wurstel, ketchup, maionese e salsa aji, in Kenya invece le patatine fritte, note come Masala Chips, sono servite con concentrato d’aglio, pomodoro, peperoncino di Cayenna, paprika, succo di limone, curcuma, burro, sale e garam masala. Insomma, mai come in questo caso è appropriato il detto “Paese che vai, usanza che trovi”!

Le patate fritte, oltre che essere un successo mondiale apprezzato da grandi e piccini, sono anche molto spesso oggetto di ricerca nel settore dell’innovazione culinaria. Gli studi dello chef britannico Heston Blumenthal, infatti, lo hanno portato a perfezionare le sue patatine a tripla cottura introducendo due novità. Per prima cosa, fa bollire le patate crude per moltissimo tempo, quindi le asciuga sottovuoto, dopodiché le paraffina a 130 °C, successivamente le essica nuovamente sottovuoto ed infine le frigge in olio a 200°C ottenendo un risultato eccezionale.

Le origini di certi cibi si perdono molto spesso nella storia e a volte si trasformano in vere e proprie leggende ma i belgi, orgogliosi e certi di aver ideato le patatine fritte, hanno realizzato all’interno di uno dei più antichi edifici di Bruges il Museo delle patatine fritte, dove si possono visionare documenti storici, macchine per sbucciare e tagliare le patate, un chiosco dove consumare le famose French Fries ed inoltre, nella cantina medievale del palazzo, vengono servite le originali patatine fritte belghe con diverse carni e salse. Forse anche per questo la casa editrice Lonely Planet nel 2013 ha inserito questo particolare museo belga fra i dieci musei alimentari più strani al mondo, tra cui compaio anche il museo della salsiccia piccante, il museo dei noodle ma anche il bizzarro museo del cibo bruciato, situato in Virginia.